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La
storia di Clover è molto interessante e sin da subito riesce a catturare il
lettore. Infatti i piccoli tasselli che le bravissime Clamp disseminano qua e
là, apparentemente a caso, incuriosiscono parecchio. E sono proprio questi
tasselli che nei successivi volumi creano un complesso puzzle dove ogni
personaggio ha un suo importante ruolo.
I piccoli indizi servono da un lato a incrementare il mistero e ad invogliare il
lettore a continuare a leggere, dall'altro vanno a creare una piacevole trama in
cui le vite dei vari personaggi si intrecciano profondamente.
Vi posso assicurare che i successivi volumi non deludono le aspettative create
nel 1°.
L'unica pecca, da questo punto di vista, è che il numero limitato di volumi non
ha consentito alle autrici di approfondire più di tanto la personalità e la
psicologia dei personaggi. Però questo non vuol dire che i profili psicologici
dei protagonisti tracciati dalle Clamp siano superficiali. Anzi Clover, a mio
avviso, rimane ben sopra la media di altri manga ^_^.
Quello che è importante fare in questo caso è leggere attentamente il manga e
godere dell'atmosfera particolare che offre.
Molto importante è il ruolo della musica per questo manga. Tutta la storia è
accompagnata da una canzone sulla felicità. Felicità che Su sembra non aver mai
conosciuto e di cui è alla ricerca. Felicità che Kazuhiko ormai ha perso.
La canzone viene ripetuta spesso, quasi ossessivamente, come a voler
sottolineare il modo con cui Su ricerca la propria felicità. O meglio la sua
presunta felicità. Nemmeno lei sa se potrà essere felice perché lei stessa
ignora cosa sia la felicità.
Come già in altri, anche in questo manga è possibile notare, anche se in modo
velato, la predilezione delle Clamp per l'ambiguità sessuale (vedi Varus e non
solo).
Per quanto riguarda il lato artistico (ed è qui che sta l'innovazione che
definirei "rivoluzionaria") occorre evidenziare un radicale cambiamento
stilistico.
Se le Clamp avevano l'intenzione di stupire i propri fans, allora ci sono
riuscite senz'altro. Dimenticate le tavole ricchissime di retini di X-1999 o
degli ultimi volumi di RG Veda.
Per Clover le Clamp hanno voluto utilizzare uno stile di disegno molto
particolare e innovativo. Sicuramente molto diverso da quello a cui ci avevano
abituato. Hanno fatto un grande uso del "bianco": sfondi ridotti al minimo,
assenza quasi totale di retini, ampi spazi vuoti tra una vignetta e l'altra.
Ed è proprio da questa composizione molto originale delle tavole che traspare
quell'atmosfera onirica che permea tutto il manga.
Ogni tavola, nella sua minimalità, esprime benissimo la solitudine di Su. Ogni
singola scena, per quanto stilisticamente semplice, riesce a comunicare al
lettore lo spessore psicologico dei protagonisti. Esistenze alla ricerca della
felicità!
Ritengo Clover un manga molto bello e ben strutturato che ogni appassionato
delle Clamp dovrebbe leggere.
Tuttavia mi sento di consigliarlo a tutti coloro che amano le storie misteriose
e di dolci sentimenti.
Vi assicuro che è impossibile non provare tenerezza per Su. I suoi grandi occhi
tristi ti fanno innamorare al primo sguardo ^_^.
Se non vi scoraggia il fatto che il testo della canzone che viene ripetuto
all'infinito è scritto strettamente in inglese (e che non viene tradotto),
allora compratelo! Sarà un buon acquisto.
In definitiva il manga è più che godibile, anche se l'avremmo apprezzato di più
se le Clamp lo avessero concluso. Quindi non ci resta che incrociare le dita
nella speranza, prima o poi, di poterne leggere il finale.
A cura di Alfredo |